Rassegna di Emanuele Spagnuolo dall'Open d'Italia
Il sabato che cambia la storia dell'83° Open d'Italia
Il golf è uno sport di millimetri, di inerzia e, soprattutto, di tenuta mentale. Lo abbiamo visto chiaramente oggi, sabato 27 giugno 2026, durante un Moving Day che ha rimescolato le carte dell'83° Open d'Italia presso il Circolo Golf Torino a Fiano. Per due giornate e mezzo, il cileno Joaquin Niemann ha offerto una lezione di golf magistrale, sfiorando la perfezione tecnica e agonistica, prima che il percorso torinese presentasse il conto.
La perfezione di Niemann: 45 buche da manuale
Joaquin Niemann è arrivato a Torino in uno stato di forma eccezionale, reduce da un settimo posto allo U.S. Open di Shinnecock Hills. Il suo inizio all'Open d'Italia è stato a dir poco travolgente. Con un primo giro in 64 colpi (-7) e un secondo giro bogey-free da 63 (-8), il cileno aveva accumulato un totale di -15 dopo sole 36 buche. Ma la sua marcia non si è fermata lì.
Quello che ha stupito è la completezza tecnica del cileno. Un giocatore che è in gradi di tirare cosi lungo il drive ma che è cosi preciso con i ferri corti in mano e davvero un arma letale. Ha davvero impressionato con il suo volo di palla altissimo sul drive e con la precisione in bandiera. Ma il golf è il golf, non è uno sport come gli altri.
Nella mattinata di sabato, Niemann ha continuato a martellare il campo: un passaggio nelle prime 9 buche in 32 colpi (-4) lo ha portato a un punteggio complessivo di -19 a metà del terzo giro. In quel momento, il vantaggio sul resto del field era di ben 5 colpi. Sembrava una cavalcata solitaria verso il titolo, con una precisione chirurgica dal tee e un putting che non lasciava scampo agli avversari.
Il momento della rottura: il dramma della buca 9
Come spesso accade nel golf di alto livello, l'incantesimo si è spezzato per un dettaglio. Alla buca 9, dopo un eccellente colpo che lo aveva portato a tentare l'eagle da circa 15 metri, Niemann ha commesso un inaspettato errore di valutazione. Un tre-putt che lo ha costretto al par, mancando un corto putt di rientro. Questo episodio ha innescato un cortocircuito tecnico e psicologico.
Quello che sembrava un dominio incontrastato si è trasformato in una fase di crisi: tre bogey consecutivi alle buche 10, 11 e 12 hanno visto il suo vantaggio evaporare. Il rough denso del Circolo Golf Torino, reso ancora più punitivo dal setup del torneo, non ha perdonato le minime imprecisioni del cileno nei colpi al green.
Eugenio Chacarra balza al comando
Mentre Niemann lottava contro i propri fantasmi, lo spagnolo Eugenio Chacarra ha giocato con una regolarità impressionante. Grazie a un finale di giornata arrembante, caratterizzato da tre birdie consecutivi nelle ultime buche, Chacarra ha chiuso il Moving Day in testa alla classifica con un totale di -17.
Alle sue spalle, la lotta per il titolo resta apertissima. Al secondo posto, appaiati a quota -15, troviamo proprio Niemann, che è riuscito a limitare i danni con un birdie alla 17, e l'inglese Matt Wallace. Quest'ultimo, dopo aver segnato il record del percorso con un incredibile 62 nella giornata di venerdì, ha confermato la sua solidità, restando pienamente in corsa per la vittoria finale.
La situazione degli italiani: Migliozzi guida la pattuglia
Per quanto riguarda i colori azzurri, gli occhi sono tutti su Guido Migliozzi. Il vicentino occupa attualmente la nona posizione, confermandosi come il migliore degli italiani e ancora in grado di puntare a una top-5 nella giornata finale. La vera sorpresa del torneo, però, resta l'amateur Filippo Ponzano. Il giovane talento di casa ha incantato il pubblico di Fiano con due giri solidissimi e un eagle spettacolare alla buca 10 durante il sabato, dimostrando che il futuro del golf italiano è in ottime mani.
Analisi Tecnica: il setup del campo
Gli esperti di Golf Digest hanno sottolineato come il Circolo Golf Torino sia stato preparato in modo strategico. I green molto ricettivi (soft) hanno permesso score bassi a chi, come Chacarra e Niemann, ha saputo essere aggressivo. Tuttavia, il rough denso richiede una precisione estrema. Appena si perde il fairway, come accaduto a Niemann nella fase centrale del terzo giro, il controllo dello spin e della distanza diventa quasi impossibile.
Verso il round finale
Domani sarà una battaglia psicologica. Niemann ha dichiarato: "Ho giocato un grande golf sulle prime nove buche, poi ho perso inerzia sui green. Domani sarà una battaglia, il percorso permette score bassi se resti in fairway". Riuscirà il cileno a ritrovare la magia delle prime 45 buche o Chacarra manterrà il sangue freddo per sollevare il trofeo dell'83° Open d'Italia?
Vi aspettiamo domani per il gran finale. E se volete portare il vostro gioco al livello successivo con accessori personalizzati che riflettano il vostro stile unico, visitate il catalogo di Officina Golf.

